La lotta come Amore

E' problema cristiano fondamentale da secoli, ma specialmente del nostro tempo, scoprire e chiarire come sia possibile, e anzi quanto sia giusto, che lotta e Amore non si escludano in maniera irriducibile, quasi come realtà contraddittorie, ma possano invece - in una visione cristiana seriamente approfondita e vissuta - integrarsi fino alla verità e alle misure estreme di Regno di Dio, fino alla possibilità cioè che lotta possa essere autentica realtà di Amore. (Scriviamo sempre Amore con lettera maiuscola perché è sinonimo di Dio, espressione unica e perfetta del suo essere e della sua volontà, mistero di Cristo nella sua essenzialità, unica realtà di unità e comunione fra gli uomini...).
Perché lotta e Amore possano risultare valori addirittura complementari quasi fino al punto che dove non è lotta non può esservi Amore e conseguentemente dove è Amore vi dev'essere lotta, bisognerebbe chiarire il concetto esatto di lotta, la sua positività, il suo valore attivo, costruente, liberandolo da tutto quell'asservimento egoistico che ha inquinato il significato vero, puro, di lotta, riducendola ad un fatto, ad un mezzo di conquista a tutti i costi, ma specialmente a prezzo pagato dagli altri, dai valori, dalla libertà, dal rispetto, dalla vita stessa degli altri, per affermazione di sé, dei propri egoismi, dei propri trionfi, dei propri interessi.
Fino al punto di pervertimento è arrivata la idea di lotta, che lottare significa odiare, la lotta è per vincere, per sopraffare e passa unicamente attraverso la via obbligata della violenza. E violenza fino alle misure del sangue.
Del resto lo stesso pervertimento, anche se a percorso diverso, è toccato alla parola Amore. E così gravemente, che nella ricerca di un linguaggio spiritualistico, predicatorio, pietistico, Amore è sostituito da Carità, tanto la parola è di uso profano. E sta ritornando nel parlare spirituale, evangelico e teologico perché ormai carità vuol dire elemosina, lo spicciolo dato al povero all'angolo della strada, il vestito dimesso regalato alla S. Vincenzo parrocchiale.
E' la storia di valori meravigliosi, fondamentali, nati e sgorgati dal Mistero di Dio e significanti la sua natura divina ed espressi dal suo donarsi adorabile, dal suo comunicarsi infinito, a poco a poco disorientati, smarriti, deformati, immiseriti fino a chiudersi in significati che appena appena un cuore limpido e un'anima adorante riescono a sentirvi adombrato - come una nostalgia a richiami lontanissimi - il mistero iniziale. Quello di Dio.
Non è più possibile - ma da quando? - se non nella beatitudine dei puri di cuore vedere Dio e trovarlo e viverlo nell'Amore.
Pare strano eppure è così: la verità che dovrebbe essere la più semplice ad accogliersi e a viversi con la felicità più profonda: «Dio è Amore» diventa quasi inavvertibile, inafferrabile, quasi incredibile, perché non sappiamo cosa vuol dire Amore, non riusciamo a coglierne la realtà, la concretezza, sfumandosi ed evanescendo in un sentimento, in una sensibilità fisica, in un qualcosa di bambinesco, di femminile, di erotismo insomma, purificato ed affinato quanto si vuole, ma non in modo tale che possa uscire finalmente dai conventi, dai libri di pietà spiritualistica, da misticismi sospirosi e affacciarsi sulle piazze, a mescolarsi fra le folle, camminare a fronte alta per le strade a segnare un orientamento, entrare nelle fabbriche a lievitare una liberazione, decidere nei rapporti umani e diventare forza di costruzione sociale, determinazione del corso della storia.
Perché tutto questo avvenga, c'è semplicemente una cosa da fare.
Ridare all'Amore il suo vero ed essenziale significato, facendone una realtà di lotta.
Riprendere a lottare realizzando una lotta forte unicamente della violenza dell'Amore e motivata soltanto dalla necessità irresistibile dell'Amore.
Tutta la storia della rivelazione, dalla prima pagina del Genesi, all'ultima dell'Apocalisse, è storia della lotta d'Amore e per Amore, lottata appassionatamente da Dio.
Perché la creazione è lotta vittoriosa contro il vuoto del nulla. E la realtà di continuità di questa lotta è nell'aurora di ogni giorno.
E l'inizio di altra lotta è l'apparire, quasi nato da una inimmaginabile lotta di tutto l'universo, dell'uomo. Quasi ad essere «l'altro» col quale Dio è a lottare perché il suo Amore possa misurarsi nelle sue misure più infinite.
E poi l'Esodo di allora e di sempre del popolo eletto e di ogni uomo per l'incessante lotta di liberazione da un abbarbicarsi testardo, per una richiesta continuamente pressante di disponibilità all'Amore verso una conquista senza riposi di terra promessa dove scorra il latte e il miele della gloria di Dio e dell'Amore fra gli uomini.
Fino alla pagina che narra della lotta personale vissuta dall'Amore che si è fatto carne. Perché Gesù Cristo è unicamente e totalmente lotta. E' Dio perché è Amore che lotta. E lotta unicamente Amore, attraverso l'Amore, tutta rivolta all'Amore.
Questo adorabile amore di Cristo che è lotta allo scoperto e con violenze d'amore infinite. Perchè da questo mondo l'odio fiorisca dell'Amore da renderlo ancora creazione di Dio. Perchè in quest'umanità maledetta gli uomini si ritrovino fratelli. Perché una voce a corale senza fine salga fino al cielo a chiamare: Abba, Padre.
E da questa lotta d'Amore la lotta della povertà contro la ricchezza. Della verginità contro la lussuria. Del servire a Dio solo, respingendo ogni altro servilismo.
Lotta d'Amore e quindi libera, allo scoperto, senza paura. Con sicurezze assolute.
Lotta umile e semplice, senza trionfi e glorie, come una obbedienza infantile e una strategia sicura, a misure universali
Amore che lotta e quindi lotta per la quale si muore. Ma la morte ancora come lotta. Perchè possa essere una morte Amore.
E la sua Resurrezione è la lotta contro la morte. Contro la morte che imperversa nel mondo - e quanta morte oltre quella che spenge gli occhi e ferma il cuore - sta la lotta della sua Resurrezione a dare vita eterna a chi crede in Lui.
Cristiano è chi crede che l'Amore è lotta e vi gioca la sua vita.
E' tema che vorremmo tanto approfondire nonostante la nostra impreparazione, rimediabile soltanto forse da un convincimento assoluto, da una Fede chiarissima, che nella profondità dell'Essere infinito di Dio vi è come una sorgente di fuoco, di luce che si allarga sempre più a vincere le tenebre fino allo splendore di tutta la luce.
E' in questo mistero di lotta d'Amore che squassa la storia in vicende così drammatiche di disperazione e di speranza, che sentiamo l'annuncio del Vangelo come un grido di lotta perché l'Amore trionfi.
«Sono venuto a portare il fuoco e cosa voglio se non che si accenda?».
E' alla luce e al calore di questo fuoco che brucia e vuol bruciare che intendiamo lottare per essere un po' di Amore nel mondo.

La Redazione


«Se Cristo avesse fatto un'inchiesta e tenuto conto dell'opinione pubblica, prima di proclamare le Beatitudini, non le avrebbe mai proclamate».
Mons. D'Almeira Trindade

Non ha più senso amare l'uomo senza addossarsi il compito della sua liberazione.
P. Balducci




in La Voce dei Poveri: La VdP ottobre 1971, Ottobre 1971

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