Solitudine

Penso a chi non ha nessuno e nemmeno Dio. E' come essere sull'orlo del precipizio e sentirsi cadere nel vuoto. Si guarda laggiù come inebetiti perché esiste soltanto il nulla. E un nulla che vince quel poco che si sente di essere, perché consumati dalla solitudine.
Dio mi ha posto in questa solitudine. Non tanto nella mia solitudine quanto in quella degli altri, nella solitudine della esistenza umana. Nella solitudine degli uomini davanti a Dio.
Lì, è il mio posto.
E tutto quello che mi è stato dato è perché questa mia presenza non sia per inevitabilità, ma per scelta. Saper cos'è l'esistenza umana, accogliere tutto ciò che nell'esistenza è tentativo o anche valore e andare di là dove comincia il vuoto, è solitudine vera, profonda, irrimediabile.
Li, in quella solitudine, io credo che vi è soltanto Gesù Cristo a salvarci. L'Incarnazione è la venuta di Dio in questa solitudine. Solo Lui ha possibilità di presenza.
Il mio Cristianesimo è perché Dio abbia questa presenza nella solitudine umana. Perché la solitudine di tutti gli uomini sia abitata da Lui.
A volte mi capitano profondità infinite di gioia, cioè di consapevolezza della verità e mi pare che dopo possa anche subito morire perché mi sembra che basti l'aver conosciuto e accolto, pensato e vissuto una simile misura di Verità.
Allora mi pare di avere tutto il mondo nel cuore. Non esiste niente che non capisca od accolga. Nulla che si interponga fra me e Dio. Ma Lui è veramente in tutto. So profondamente che esiste Lui solo. E sono felice soltanto perchè c'è Lui.
Tutto il resto che mi capita è la mia condizione umana. E anche le cose peggiori sono in me. Non le rifiuto. So di non aver superato niente. Non ho sicurezze. Anche la mediocrità e la miseria più banale può ancora capitare.
Ma in questo momento (e sono così tanti ormai questi momenti suscitati e accesi da qualsiasi occasione) in questo momento, Dio è tutto. E è chiaro il Suo Mistero. E adorabile il Suo Amore. Infinita e perfetta la Sua Presenza. Il mistero della salvezza. Il destino dell'umanità. La sua storia vera, quella che non si vede e non si racconta ma s'impara nella contemplazione dell'Amore di Dio.


d.s.


in La Voce dei Poveri: La VdP ottobre 1961, Ottobre 1961

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