Preghiera per i "buoni"

Perdona, Signore, la franchezza con la quale Ti voglio pregare. Mi spinge la convinzione che Tu stesso la pensi così.

Ti prego, Signore, che i buoni siano anche simpatici: che riescano a portare nel mondo la Tua avvincente amabilità e la Tua commovente cordialità. Togli dal loro viso, dal loro linguaggio, dal loro vestito, dal loro stile di vita tutto ciò che è scostante: fa che la loro conversazione abbia il sapore delle Tue conversazioni, che la loro maniera di agire ricordi la Tua vita.

Ti prego, Signore, che i buoni siano discreti; che non siano aggressivi e seccanti; che conoscano e rispettino le esigenze e le suscettibilità dei lontani; che lascino ai confessori e direttori tempo di occuparsi di chi ha più bisogno di loro, perchè anche per questi il sacerdote è stato consacrato e per questi Tu stesso sei venuto a morire.

Ti prego ancora, Signore, che i buoni pensino meno a se stessi e riversino la pienezza del loro mondo personale di divozione e di pietà su chi non ti conosce ancora, Non perdano tempo in sfibranti analisi di se stessi, nell'esclusiva preoccupazione della propria salvezza, mentre migliaia di fratelli possono morire nel peccato.

Ti prego, finalmente, Signore, che i buoni abbiano il tuo tatto nella loro azione di bene; accostino senza urti, senza battute intempestive; sappiano gettare verso i lontani ponti di amicizia e di simpatia; conquistino la loro fiducia, e sulla fiducia piantino il Tuo amore e la passione per Te. Siano pazienti nell'attesa, e si convincano che, forse proprio per il loro modo di agire, molti nel passato si sono allontanati da Te. Cosi sia.




G. Perico S. J.


in La Voce dei Poveri: La VdP settembre 1960, Settembre 1960

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