famiglia di Dio

L'idea della famiglia tradizionalmente intesa, così come è andata delineandosi in tanti secoli di civiltà occidentale, sembra ormai superata, disgregata da un egoismo che spinge l'individuo a chiudersi nel proprio io senza più accettare il legame indissolubile di una famiglia, o superata da un ideale di Amore universale che cerca e crea comunità più ampie.
Di fronte a questa realtà può sembrare superato anche il parlare d'ella Sacra Famiglia, troppe volte idealizzata come tipo di quella famiglia che oggi non si accetta più, una famiglia chiusa in se stessa, con un io appena un po' più allargato ai legami di sangue.
Troppo spesso la vita di Nazareth è stata descritta con accenti sentimentali, con un sentimentalismo idilliaco e disincarnato, senza legame alcuno con la realtà umana in cui invece era immersa; eppure nel Vangelo non c'è nulla che giustifichi questa idealizzazione romanticheggiante.
Non mi interessa sapere con precisione di sociologo quale tipo di unità familiare si viveva negli anni dell'infanzia di Gesù; non sono in grado e non voglio fare un'indagine in questo senso. Non posso però fare a meno di notare, e mi ha sempre colpito in maniera notevole, che, per un'intera giornata di cammino, dei genitori, certamente pieni di amore per il loro unico figlio, non si siano accorti della sua assenza e abbiano tranquillamente creduto che il ragazzo, poco più che dodicenne, fosse presso parenti e amici, nella carovana che tornava da Gerusalemme. La famiglia di Giuseppe e Maria doveva certamente allargarsi fino a comprendere un certo numero di parenti più o meno stretti.
Del resto spesso nel Vangelo compaiono questi "fratelli" di Gesù che vogliono ricondurlo a casa, appellandosi proprio a quei legami familiari che Gesù supera chiamando madre e fratello chi fa la volontà del Padre Suo.
Già nel Tempio a dodici anni Gesù rivendica il suo appartenere a una famiglia più grande e parla di Suo Padre e delle cose di Lui di cui si deve occupare. Ed è proprio questo Suo essere tutto preso dal Padre che rompe il cerchio familiare, lo allarga fino a far diventare Sacra la Sua famiglia umana, che è perciò famiglia di Dio.
Ecco allora che in questo senso la Sacra Famiglia è ancora un ideale e un modello valido.
Forse anche Maria può aver sentito la tentazione di un piccolo mondo tutto suo, un mondo del quale si possono conoscere e abbracciare le dimensioni. Dopo l'Annuncio dell'Angelo non si è più manifestato nessun volere divino, non è forse possibile sognare una vita semplice, con Giuseppe e con il piccolo Gesù, una vita fatta di piccole gioie e piccole intimità familiari, senza significati universali, senza valori religiosi?
Ma ecco di nuovo delle parole tanto terribili, il cui senso non si comprende in pieno, ma si intuisce per un certo tremare del cuore, come già quelle dell'Angelo e quelle del vecchio Simeone.
"Perché mi cercavate? Non sapevate che io mi devo occupare di quanto riguarda mio Padre?"
Sono parole terribili da conservare gelosamente nel cuore anche se fanno male.
E' tanto naturale, tanto umano questo desiderio di vivere al di là delle dimensioni religiose, ripiegati in un mondo fatto delle proprie misure. Ed è tanto più facile in una donna questo sogno di vedere un limite concreto al proprio essere. Darsi sì totalmente, ma sapere per chi e a chi ci si dona. Essere totalmente dono di sé, ma per il proprio sposo, per i propri figli.
Grandezza e limite di una maternità fisica che prepotentemente chiede di limitare ogni maternità spirituale, e tentazione terribile anche in ogni generazione secondo lo spirito, che tenderebbe ad escludere ogni altra possibilità di essere ancora una volta dono.
Che cosa può mai dare chi non ha più nulla di suo perché già tutto ha donato?
Da qui nasce il ripiegarsi per impedire all'Amore di riversarsi in noi come Fonte viva che rende capaci ancora di essere dono.
Ma basta lasciare che il Figlio si occupi di quanto riguarda il Padre ed ecco di nuovo la possibilità di essere Famiglia di Dio.
Questa breccia nel piccolo mondo familiare apre il cuore fino alle misure di Dio e lascia entrare in esso tutto il mondo.
Da qui la possibilità, e a momenti la si sente in tutta la sua realtà meravigliosa e concreta, di essere con ognuno degli uomini della terra, famiglia di Dio.
Creare con tutti questa realtà nuova in una maternità feconda e verginale. E allora Sacra Famiglia è il mondo intero e nessuno ne resta fuori, nessuno ne è escluso.


Mirella


in Popolo di Dio: PdD anno 2° gennaio 1969, Gennaio 1969

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