Gli scouts devono avere una religione?

Baden Powell parla di Dio in particolare nella 22a chiacchierata al fuoco di bivacco di <Scoutismo
per ragazzi>, il manuale fondamentale del metodo educativo da lui fondato all'inizio del secolo
scorso:
"Nessun uomo può essere veramente buono, se non crede in Dio e non obbedisce alle sue leggi.
Per questo tutti gli scouts devono avere una religione.
La religione sembra una cosa semplicissima: - Primo: amare e servire Dio. Secondo: amare e
servire il prossimo."
E conclude il primo paragrafo con queste parole che sintetizzano la finalità del suo metodo
educativo: "e ricordate che essere buoni è qualche cosa, ma che fare il bene è molto di più".
La 22a chiacchierata è intitolata "Come migliorarsi" ed è punteggiata da paragrafi che vanno dalla
religione all'economia, al "come si fa a riuscire", alla memoria, alla "fortuna" (virgolettato nel
testo).
Oggi il tema "religione" appare collocato in un contesto culturale che pone più di una difficoltà e
parecchi interrogativi sulla validità e praticabilità delle indicazione di B.P. (sigla nota nell'ambiente
scout per Baden Powell).
Eppure anche B.P. Si è confrontato con situazioni che hanno più di qualche somiglianza con quelle
con cui si misurano i capi scout di oggi: "Sulla base di un'esperienza personale discretamente
ampia, avendo avuto migliaia di giovani per le mani - scrive in un paragrafo intitolato
"Allargamento dell'orizzonte morale: l'educazione religiosa" - mi sono convinto che oggi le azioni
di un grandissimo numero dei nostri giovani non sono guidate che in minima parte da convinzioni
religiose. In gran parte ciò può attribuirsi al fatto che nella formazione religiosa del ragazzo ci si è
preoccupati di istruirlo anziché di educarlo (il grassetto è mio)("Il Libro dei Capi" a pag. 67 delle
edizioni Fiordaliso").
E, appena sopra, esprime la convinzione che "La religione si può solo cogliere d'intuito, non
insegnare. Non è un abito esteriore da indossare per la domenica. E' una vera e propria parte del
carattere del ragazzo, uno sviluppo della sua anima, e non un rivestimento esterno che può
staccarsi. E' una questione di personalità, di convinzioni interiori, non di istruzione" ("Il Libro dei
Capi" pag. 67).
Credo che già a questo punto ci sarebbe abbondanza di materiale di confronto e discussione positiva
con i ministri di culto, le comunità religiose, le famiglie delle ragazze e dei ragazzi che fanno parte
dei gruppi scout. Purtroppo mi risulta che molto spesso ci si consuma in uno sterile braccio di ferro
tra responsabili delle comunità religiose e capi scout incentrato sul primato assoluto del culto e la
subordinazione assoluta dello spirito (cosa che mi risulta "offendere" le convinzioni di B.P. ma che
anche, se mi è consentito, di Gesù e degli altri fondatori delle principali religioni).
Non possiamo per altro passar sopra il fatto che, nella popolazione italiana, una percentuale
prossima al 20% viene calcolata di coloro che non hanno nessun riferimento religioso e non si
pongono minimamente il problema. Non si definiscono neppure atei: semplicemente la tematica
religiosa non li sfiora né pro né contro. Il riferimento a Dio, comunque inteso, non appartiene loro.
E questo anche tra i capi.
Sperimentando questa difficoltà in tanti gruppi scout che conosco, vorrei spendere due parole su
una mia personale interpretazione del senso di Dio in B.P.
Intendiamoci, niente che abbia a che fare con uno studio accurato e rigoroso dei testi e dei contesti
di B.P. Si tratta di intuizioni che hanno l'unica pretesa di metter legna sul fuoco della ricerca e del
confronto, pronto ad accogliere ogni critica e lettura diversa dalla mia.
Parto dal presupposto che B.P. Sia stato un uomo personalmente "curioso". E con questo aggettivo
intendo descrivere chi non si contenta di generiche spiegazioni e di conoscenze scontate, ma ama verificare e approfondire con la propria testa e il proprio intuito. Le esperienze che sono alla base
del metodo scout prendono piede da un lasciarsi coinvolgere con spirito di avventura e di
osservazione in esperienze di vita "altre" rispetto alla routine dei suoi commilitoni. E lo fa non con
l'animo del collezionista di storie anche speciali, ma con un coinvolgimento personale che lo porta
lontano dagli interessi specifici del proprio ruolo. Entra, cioè, in rotta di collisione con un principio
che è asse portante del metodo da lui stesso elaborato: "sono gli altri, è tutto ciò che è altro da me,
che mi fa essere quello che sono". Lo spirito di avventura alla base dello scoutismo mi porta alla
scoperta di me stesso.
La vita di branco aiuta a superare l'egocentrismo infantile, l'esperienza della pattuglia affina il
confronto e restituisce alla differenza tra uguali il suo valore di energia positiva e propositiva, la
presenza di un capo adulto permette che la porta della responsabilità e della partecipazione attiva al
mondo reale non sbatta in faccia allo sprovveduto, ma sia soglia accogliente e invitante a prender
posto nella società. Tutto un percorso attraverso un gioco di specchi, non illusorie superfici che
riflettono se stessi, ma compagni di strada che in un rapporto leale e fraterno ti danno modo di
capire e accogliere il dono che sei.
Nel percorrere e scoprire i territori della vita, alzando il capo con sempre maggiore convinzione
verso orizzonti nuovi e più lontani, si arriva là dove, come in una sottilissima linea, "la terra e il
cielo" si incontrano, là dove risuonano i perché del nascere e del morire, della vastità dell'universo,
dell'unicità dell'essere e insieme del sogno di potere essere una cosa sola in tutti. Là dove non
comanda più la distinzione "o" "o" dell'esperienza strettamente umana, ma si respira un'aria "altra"
dove piuttosto ci prende per mano una qual sorta di comunione e si fanno timidi passi verso un
mondo guidato dall' "e" "e".
Quell'orizzonte, "altro-da-noi", è Dio. E, come dice B.P., nessuno ce lo può insegnare, ma è solo
possibile intuirlo, come solo coloro che sono soliti essere già in piedi prima dell'alba, dal primo
colorarsi del cielo possono dire che giorno verrà.

Luigi


in Lotta come Amore: LcA dicembre 2014, Dicembre 2014

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