50 anni sono troppi!

"Ogni bambino che nasce in Africa ha sulle spalle un debito finanziario che il lavoro di una vita non può ripianare. Il debito è una nuova forma di servitù tanto immorale quanto la tratta degli schiavi." (Conferenza Panafricana delle Chiese)
Per molti il termine "debito globale" evoca immagini di misteriosi numeri custoditi nei libri mastri di una storia tutta astratta. Questi numeri, al contrario, e soprattutto le decisioni che provocano, possono significare la differenza tra la vita e la morte. L'UNICEF stima che oltre 500.000 bambini muoiono ogni giorno a causa della crisi provocata dal debito globale.
Tuttavia questo è l'anno in cui le due istituzioni che hanno la responsabilità di affrontare la crisi, stanno celebrando una festosa ricorrenza.
Il 1994 segna infatti il cinquantesimo anniversario della fondazione di quelle che sono conosciute come le Istituzioni di Bretton Woods (BWls). Inizialmente create per assicurare una equità e una stabilità globale, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale (FMI) hanno goduto di mezzo secolo di potere incontrastato sulle politiche di sviluppo dei paesi del Terzo Mondo.
(Per una azione a questo riguardo vedi SEMI DI RESISTENZA a pag.15)
Nel luglio 1944, mentre stava per terminare la II Guerra Mondiale, USA e Gran Bretagna organizzarono una conferenza per pianificare una economia globale postbellica fondata sulla equità e la stabilità. La conferenza ebbe luogo a Bretton Woods nel New Hampshire e partorì il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale conosciute oggi come le Istituzioni di Bretton Woods.
Per questi cinquant' anni queste due organizzazioni hanno lavorato senza ostacoli di sorta. E il risultato è quello di aver realizzato un costante e garantito flusso di risorse dal Sud del mondo al Nord. Dal 1947 la Banca Mondiale chiude in attivo ogni anno. Tra il 1980 e il 1992 il suo utile netto è salito oltre il 172% per oltre 1,6 bilioni di dollari. I profitti incamerati dalla sola Banca Mondiale ammontano ad oltre 14 bilioni di dollari.
Un'altro dato negativo nasce dal fatto che le strutture interne delle Istituzioni di Bretton Woods non sono mai state sottoposte ad una aperta revisione. Entrambi sono strutturalmente basate su principi antidemocratici. Il potere di voto sia alla Banca Mondiale che al FMI non è basato sul principio di ogni paese un voto, ma dalla quantità di denaro investita da ogni paese. Più denaro viene investito, più voti si hanno (I paesi del G-7 detengono - è chiaro! -la maggioranza assoluta). Inoltre non c'è verifica sulle decisioni delle Istituzioni di Bretton Woods. Sebbene eletti dai rispettivi paesi, i membri dell'esecutivo traggono la loro autorità in definitiva dalla Banca Mondiale.
L'Africa è uno dei clienti più importanti sia della Banca Mondiale che del FMI. Ogni anno 20 bilioni di dollari escono dal continente per pagare il debito contratto. Tra il 1980 e il 1993, 33 Paesi africani hanno ricevuto 241 prestiti per lo sviluppo. La Banca Mondiale, il FMI con altre istituzioni multi laterali stanno raccogliendo il 45% dei pagamenti di interessi sui 229 bilioni di dollari dell'intero debito dell' Africa. Dal 1985 il FMI da solo ha raccolto l'ammontare di più di 5 bilioni di dollari dall' Africa subsahariana.
Sia la Banca Mondiale che il FMI stanno raccogliendo pesanti critiche da varie fonti nel mondo, inclusi alcuni loro economisti. In Africa, la Commissione dell'Economia Africana dell'ONU, la Conferenza panafricana delle Chiese, il Consiglio Nazionale delle Chiese in Kenia, gruppi di base e tanti altri hanno espresso decise critiche alla politica di queste istituzioni definendola antidemocratica, assolutistica e perniciosa per i poveri.
C'è urgente bisogno di riformare alle radici queste istituzioni liberandole soprattutto dalla cultura del segreto che le permea, permettendo una presenza autentica dei popoli che di fatto ora subiscono le decisioni e le politiche di istituzioni a loro estranee. Altro che far festa sulle ceneri di buoni propositi che hanno continuato a portare ai ricchi le risorse spremute dalla vita dei poveri!




in Lotta come Amore: LcA dicembre 1994, Dicembre 1994

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